RIFORMA PENSIONI: L’IPOTESI M5S-LEGA RILANCIA LA QUOTA 100

RIFORMA PENSIONI: L’IPOTESI M5S-LEGA RILANCIA LA QUOTA 100

 

La formazione del nuovo governo sta puntando il dito sulla Legge Fornero. Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno avviato una consultazione per un programma di governo basato su alcuni temi condivisi nei rispettivi programmi elettorali. Uno dei pochi punti di contatto tra i due Partiti è l’abolizione della Riforma del 2011 approvata dal Governo Monti. Se dovessero accordarsi e decidere di governare insieme il Paese, devono necessariamente affrontare questo tema, visto che in fase di elezione entrambi i Partiti si sono esposti tantissimo contro questa Riforma.

RIFORMA PENSIONI: L’IPOTESI M5S-LEGA RILANCIA LA QUOTA 100Quello che andrebbero a proporre per abolire la Riforma Fornero è abbastanza simile: una maggiore flessibilità in uscita basata sulla famosa quota 100, il valore determinato dalla somma dell’età anagrafica e dell’anzianità lavorativa, e la Pensione Anticipata con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e per tutti i lavoratori del pubblico impiego e del settore privato. Non sono previste penalizzazioni e verrebbero eliminate le misure di flessibilità introdotte dal Governo Renzi dal 1° Maggio 2017, eliminando così le discriminazioni tra lavoratori e i tempi lunghi di attesa. Insieme dovranno definire le condizioni per accedere alla quota 100, andando a definire il minimo di età e di contribuzione necessaria per ottenere la combinazione richiesta.

I due Partiti potrebbero poi provvedere ad una proroga dell’Opzione Donna e la nona salvaguardia pensionistica andando a revisionare anche l’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, soprattutto per i lavoratori impiegati nelle attività usuranti.

Questo però rischia di allontanare l’Ape Sociale ed il beneficio contributivo per i precoci. Mentre potrebbe restare in vigore l’Ape Volontario visto che si rivolge ai lavoratori ontologicamente diversi rispetto ai destinatari della quota 100. Per l’Ape Volontario infatti sono sufficienti 20 anni di contribuzione ed un’età minima di 63 anni.

Sicuramente non sarà abolita la facoltà di cumulare gratuitamente i periodi assicurativi e gli strumenti di flessibilità in uscita a carico delle aziende come l’Isopensione e la solidarietà settoriale che potrebbe essere rilanciata con la staffetta generazionale.

Tutto questo però comporterebbe un costo molto alto, parliamo di circa 10 miliardi di euro l’anno. E c’è già chi inizia a ragionare per un percorso a tappe, intervenendo di volta in volta a seconda delle risorse economiche che potranno esserci al momento.

Stiamo a vedere se il Movimento 5 Stelle raggiungerà un accordo con la Lega e se andranno a formare insieme il nuovo governo.

 

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