Prestito pensionistico: le ultime novità

Proposta di coinvolgere le banche per l’erogazione del prestito pensionistico

Il prestito pensionistico è una soluzione proposta per dare ai lavoratori la possibilità di andare in pensione qualche anno prima. Ma, allo stesso tempo, mira ad agevolare in modo particolare coloro che sono rimasti senza lavoro e non hanno ancora maturato i requisiti per il pensionamento.

Potranno accedere a questo strumento coloro che hanno almeno 55 anni, non più di 3 anni prima della maturazione dei requisiti per andare in pensione.

Tuttavia, a causa dei costi elevati che questa operazione comporterebbe, recentemente si sta valutando la possibilità di un intervento da parte delle banche e delle assicurazioni, in modo che l’erogazione abbia un costo abbastanza contenuto e non pesi eccessivamentesui bilanci dello Stato.

prestito-pensionisticoIn questo modo, gli assegni previdenziali verrebbero quindi erogati dalle banche tramite un accordo con l’Inps, che permetterà di ricevere la stessa somma che spetterebbe per la futura pensione di vecchiaia.
L’importo dovrà però essere restituito a piccole rate una volta maturati i requisiti per la pensione vera e propria. Tuttavia, non dovrà essere rimborsato interamente, ma solo per due terzi, in quanto la parte restante sarà a carico dello Stato.
La somma da restituire verrà scalata direttamente in modo automatico dall’assegno pensionistico, che verrà quindi decurtato.

Ma non tutti i politici sono completamente favorevoli all’introduzione del prestito bancario.

Per esempio, secondo Gabriella Giammanco, deputato di FI-PDL, in caso di adozione di questo sistema, ai pensionati dovrebbe spettare l’intero importo della propria pensione e non dovrebbero esserci riduzioni degli assegni pensionistici.

Il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, invece, ritiene che i prestiti pensionistici dovrebbero essere erogati dall’Inps e continua ad insistere affinché vengano introdotte vere e proprie leggi sulla flessibilità in uscita, che non possono essere sostituite da questi provvedimenti ben diversi.

Anche il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta sostiene che la flessibilità in uscita non debba prevedere penalizzazioni degli assegni pensionistici.

 

Posted in:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *