La spending review miete vittime tra i pensionati

Il movente è la spending review mentre  l’esecutore materiale si chiama Carlo Cottarelli ed è il commissario incaricato dal premier Matteo Renzi per la revisione della spesa pubblica. Da più parti si afferma che una revisione della spesa sia necessaria (e non possiamo che condividere questo intervento a favore dei conti dello stato), ma non si capisce perchè per l’ennesima volta debbano essere i pensionati a fare le spese.
Inizialmente dimenticati dal discorso di intenti del neonominato premier Renzi (se vi siete persi il nostro post potete leggerlo qui), i pensionati sono tornati nelle attenzioni del governo e dei suoi collaboratori non come categoria da proteggere, come ci si sarebbe lecitamente aspettati, ma come costo da ridurre per riequilibrare la spesa pubblica.

Le prime pensioni sulle quali si è pensato di intervenire sono quelle di reversibilità, per le quali è prevista una riduzione complessiva di circa cento milioni di euro a partire dal 2016. Di pari valore, ma anticipato di un anno sarà il taglio sulle pensioni di accompagnamento per gli invalidi al 100%, mentre un piano di intervento è previsto anche per le pensioni di guerra, delle quali dobbiamo però ammettere che la quota è piuttosto esigua rispetto al totale dei pensionati.

Carlo Cottarelli

Ultima, ma molto significativa è poi l’intenzione di innalzare l’età per il pensionamento delle donne dagli attuali 41 a 42 anni per gli assegni di anzianità, equiparando quindi l’anzianità di servizio a quella già prevista per gli uomini.

Nessun accenno è stato invece per ora fatto agli interventi che sarebbero davvero necessari per garantire un futuro pensionistico a migliaia di lavoratori precari, che ancora una volta rischiano di finire dimenticati nel tritacarne sociale dei tagli.

Resta da vedere quali di questi tagli verranno effettivamente attuati e con quali modalità. Per il momento comunque il panorama dei pensionati rimane nero, nonostante le speranze riposte da molti nel nuovo premier.

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