Il futuro dell’Inps e dei pensionati

Dopo le dimissioni forzate dell’ex presidente  Inps Antonio Mastrapasqua a causa di uno scandalo che lo ha coinvolto in merito alla gestione dell’Ospedale Israelitico e ad una presunta truffa nei confronti della Regione Lazio (se vi siete persi l’articolo leggetelo qui), si è aperto il toto nomi su chi sarà incaricato per la direzione dell’ente.

Il caso Mastrapasqua per ora ha ottenuto almeno un effetto: non sarà più possibile per una persona accorpare più cariche importanti, come la presidenza dell’ente pensionistico ed altre cariche di alto livello appunto. Tolti quindi coloro che già occupano posizioni di rilievo, chi potrebbe essere a decidere le sorti di pensioni e pensionati?

Stando a quanto emerso in questi giorni, molti farebbero il nome dell’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu che in passato si era detto critico per alcuni passaggi della riforma del ministro Fornero. Altri invece vorrebbero alla carica più alta l’ex ministro e senatore Maurizio Sacconi, che presiede la commissione lavoro. Tuttavia c’è chi sostiene che il prossimo presidente potrebbe essere Guglielmo Epifani ex CGIL ed ex segretario del Partito Democratico.

Chiunque sarà però designato alla carica, avrà da fare i conti con una situazione a dir poco drammatica, che vede i bilanci dell’ente segnati da un rosso preoccupante, che potrebbe mettere a repentaglio le pensioni delle prossime generazioni.

Stando a quanto dichiarato dall’ex parlamentare Giuliano Cazzola, esperto in materia pensionistica, il prossimo presidente dovrebbe:

Saper stare sulla scena mediatica, conoscere a fondo i problemi del nostro welfare ed essere un vero manager di un’azienda che ha 30.000 dipendenti e un sistema informatico come il Pentagono“.

Secondo il nostro parere, ovviamente ben più modesto, qualsiasi persona verrà nominata dovrà si conoscere a fondo i problemi del welfare, ma dovrà anche trovare un modo per risolvere una situazione che appare ogni giorno più compromessa. Ci auguriamo inoltre che colui o colei che guiderà l’Inps faccia della trasparenza la cifra del proprio operato e che per qualsiasi riforma, consideri prima le necessità di chi sta in basso, e valuti solo poi quelle di chi detiene pensioni da privilegiato.

Chiediamo troppo?

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