Rivalutazione delle pensioni 2014: sole briciole

Per mesi si è dibattuto sulle norme contenute nella Legge di Stabilità, e anche su questo blog abbiamo avuto modo di affrontare l’argomento in diversi post. Noi, e con noi migliaia di cittadini, speravamo che la tanto attesa riforma potesse portare un po’ di fondi per gli assegni sempre più magri dei pensionati, ma purtroppo, siamo stati costretti ad accantonare queste speranze. Una volta approvate le norme sulla rivalutazione è stato possibile fare i conti con le cifre reali e questo è quanto ne è emerso.

Ai pensionati, anche a quelli con gli assegni più bassi, sono infatti state destinate solo briciole, che non riusciranno in alcun modo a risolvere le situazioni di indigenza e di sofferenza in cui versano moltissimi cittadini. Nei casi peggiori la rivalutazione sarà infatti pari a sei euro lordi, mentre per i più fortunati, la pensione vedrà un aumento di circa 21 euro, ridotti a 14 euro circa (parliamo sempre di cifre lorde) per alcune categorie. Gli importi sono (per fortuna) mensili, ma lasciano davvero poco spazio al miglioramento della situazione economica dei pensionati. Facciamo un esempio: un pensionato che oggi riceve l’assegno minimo di 495,40 euro vedrà rivalutata la propria pensione dell’1,2%, cioè di circa sei euro mensili, pari a 72 euro lordi all’anno. Una cifra molto lontana dal minimo consentito per sopravvivere nel nostro paese le rivalutazioni saranno maggiori per gli assegni superiori e raggiungeranno il massimo per coloro che percepiscono assegni di 1800 euro mensili, che saranno rivalutati di 20,52 euro. Per le cifre superiori la rivalutazione tenderà  a calare in quanto è prevista solo una percentuale di rimborso che cala all’aumentare del valore della pensione.

Sottolineiamo come  questi importi si riferiscano alla cifra lorda, e non è quindi difficile calcolare che ben poco rimarrà nelle tasche dei titolari di pensione. Per coloro che percepiscono più di 600 euro mensili poi (la cifra è approssimativa) si dovrà tener conto anche delle trattenute Irpef, che per fortuna non vengono calcolate sugli assegni relativi alle pensioni più basse.

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