Baby pensioni: no al prepensionamento per i militari

La notizia della possibilità di lasciare in anticipo il lavoro per i militari non ha fatto in tempo ad essere pubblicata, che è già stata smentita, come ormai sta avvenendo sistematicamente per ogni dichiarazione sulle pensioni.

Il senatore del Partito Democratico Nicola Latorre è intervenuto sul decreto attuativo proposto dall’ex ammiraglio Di Paola, ministro della difesa con il governo Monti, che prevedeva la riduzione della spesa militare tramite il prepensionamento di diverse migliaia di militari, a cui sarebbe stato consentito di andare in pensione a cinquant’anni, con dieci anni di anticipo rispetto a quanto previsto per la maggior parte delle persone in servizio.

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Il senatore, membro della Commissione Difesa di Palazzo Madama, in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera ha affermato che: ”Il decreto attuativo della legge 244 del 2012 riorganizza lo strumento militare con l’obiettivo di ridurre i costi senza penalizzare l’efficienza. Per la spesa di ”esercizio”, si e’ già raschiato il fondo del barile e non e’ possibile intervenire più in alcun modo, tanto più per il rigore che ci impone la legge di Stabilita’. Per quanto riguarda gli investimenti siamo ancora al di sotto delle esigenze minime e non e’ pensabile tagliare ulteriormente. Si dovrà dunque necessariamente intervenire sul personale, i cui costi incidono per il 70% sul bilancio complessivo”.

Da una parte quindi si affermerebbe che gli unici tagli possibili sono quelli al personale, ma d’altro canto il senatore avrebbe negato la possibilità di usufruire di un cosiddetto “scivolo d’oro” per i militari, pur non escludendo la possibilità di prepensionamento per alcuni.
Ancora una volta sarà il Parlamento a definire le entità dei tagli alla spesa e i conseguenti tagli al personale militare, quindi non resta che attendere le decisioni in merito.
L’unica cosa chiara a questo punto è, come sempre, il caos delle affermazioni e smentite in materia di pensioni!

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