Salva Italia: Inps chiarisce le novità sui contributi

L’INPS è intervenuta con una circolare, la 37 del 14 marzo, a chiarire dubbi e novità conseguenti alla famigerata Legge “Salva Italia” n. 214 del 2011 che come è noto ha avuto i suoi più vasti effetti proprio in ambito previdenziale.

Il primo ambito chiarito dalla nota riguarda la modifica della normativa relativa alla così detta “causa di servizio”: sono infatti cancellati gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio e le relative spese di degenza, nonché l’indennizzo e l’eventuale pensione Inps privilegiata, rinviando la competenza circa la tutela di questo tipo di infermità all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali che viene gestita dall’Inail (non dall’Inps). Rilevanti le eccezioni che rimangono ancorate alla vecchia e più vantaggiosa disciplina e che comprendono Forze Armate, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e soccorso pubblico.
Mario Monti
Altro tema caldo della legge Salva Italia riguarda il passaggio al sistema contributivo per l’anzianità maturata dopo il 1° gennaio 2012. Coloro che al 31 dicembre 1995 hanno maturato 18 anni di anzianità mantengono il diritto di vedersi conteggiata l’anzianità precedente al 31 dicembre 2011 con metodo retributivo cui si va ad aggiungere, pro rata, un’anzianità di tipo contributivo per il periodo successivo. Con metodo contributivo saranno calcolate anche le pensioni Inps di inabilità e le relative maggiorazioni.
Il requisito anagrafico stabilito dalla Salva Italia per ottenere la pensione Inps di vecchiaia è portato a 66 anni con 20 di contributi, oppure 70 anni con 5 di contributi. Soglie che la legge dispone si adeguino con il crescere delle aspettative di vita e che per questo dal 2013 si innalzeranno di tre mesi.
Com’è noto la Salva Italia ha innalzato i requisiti contributivi per ottenere la pensione anticipata (la così detta pensione di anzianità), con novità che soprattutto penalizzano le lavoratrici con l’obiettivo, nel tempo, di allinearle a quanto stabilito per i lavoratori.
contributi previdenziali
Per pensionarsi all’Inpsda quest’anno occorrerà avere infatti 42 anni e un mese di contributi per gli uomini, le donne avranno bisogno di un solo anno in meno, ma queste soglie cresceranno di 4 mesi nel 2013 e di ulteriori due mesi nel 2014. Chi vorrà godersi il riposo dovrà pagare con l’uno per cento in meno sull’assegno ogni anno di età inferiore ai 62 anni, due per cento per ogni anno in meno rispetto ai 60 anni.
Scottanti le novità che il Salva Italia ha introdotto in merito all’erogazione del TFR che in virtù della nuova normativa viene erogato non prima dei 24 mesi quando la cessazione del rapporto di lavoro avviene per dimissioni o per recesso da parte del datore di lavoro senza che vi sia il raggiungimento dei requisiti per la pensione di anzianità Inps.

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