Con l'emissione, lo scorso 30 gennaio, della circolare n.14 l'INPS ha annunciato le novità relative agli importi massimi degli ammortizzatori sociali, nelle varie forme, per il 2013. Le forme in esame sono:
- i trattamenti di integrazione salariale;
- le indennità di disoccupazione (ASpI e mini ASpI, ma anche quelle agricole) e i trattamenti speciali di disoccupazione;
- l'assegno per le attività socialmente utili;
- le indennità di mobilità.
Trattamenti di integrazione salariale: le cifre
Le novità in materia prevedono, per le retribuzioni minori o uguali a 2.075,21 euro un tetto massimo salariale di 903,20 € netti, mentre per quelle superiori a tale cifra, un importo netto di 1,085,57 €. Per la particolare categoria del settore edile, le integrazioni salariali massime, dovute ad esempio alle intemperie stagionali, sono rispettivamente nell'ordine di 1.083,84 € e di 1.302,68 €, a seconda che la retribuzione sia minore o maggiore di 2.075,21 €.
Indennità di disoccupazione: categorie ASpI, mini-ASpI e agricole
Per il 2013 l'importo massimo fino a cui si può accedere a questa indennità è di 1.152,90 € mensili, per le categorie ASpI e mini-ASpI, mentre in riferimento alle indennità di disoccupazione ordinaria agricola, da liquidare per le attività relative al 2012, gli importi massimi stabiliti sono pari a 1.119,32 €.
Assegno per le attività socialmente utili
Per tutti i lavoratori che svolgono attività di questo tipo nel 2013 è stato previsto un assegno pari a 572,68 €, mentre per i lavori cosiddetti di pubblica utilità non c'è stata maggiorazione rispetto al 2012, con un importo massimo che resta fermo a 413,16 € mensili.
Indennità di mobilità
Le indennità di mobilità, per il 2013, sono suddivise in 2 fasce, per coloro che hanno una retribuzione inferiore o uguale 2.075,21 €, l'importo netto massimo è di 903,20 €, mentre per le retribuzioni superiori alla somma prima indicata, l'importo netto massimo è di 1.085,57 €.
INPDAP-INPS "sito non ufficiale"
E' nato il Super INPS. E ora che l'INPDAP non esiste più, cosa accadrà? Questo è un sito di libera partecipazione per tutti gli iscritti alla Gestione Unitaria dell'INPDAP e a tutti i pensionati INPS. Con noi resti informato!
lunedì 20 maggio 2013
lunedì 22 aprile 2013
Pensioni INPS per gli invalidi totali: prima la bomba poi la retromarcia
Pensioni invalidi totali: la vicenda
Tutto nasce con la circolare INPS n.149, diramata lo scorso 28 dicembre, che porta una novità ben poco gradita sia agli interessati che ai familiari degli stessi, infatti, in essa si legge che se la somma dei redditi dei coniugi nel 2013 supererà i 16.127 euro lordi, gli invalidi civili totali non avranno più diritto alla pensione che garantisce loro la modesta somma di 275,87 € al mese.
Le reazioni indignate a questa notizia
Questa novità destinata solo agli invalidi totali, con una sconcertante quanto incomprensibile differenza di trattamento con gli invalidi parziali per cui il reddito limite resta quello personale e non coniugale, ha ovviamente generato reazioni d'indignazione a catena. Dai sindacati Cgil e Cisl, fino alle associazioni che tutelano i diritti degli invalidi e alle famiglie, si è invocato l'intervento del Governo per fermare questa iniziativa apparentemente dissennata. Ciò ha spinto l'esecutivo attualmente ancora in carica, nella persona del Ministro del lavoro uscente Elsa Fornero, a chiedere la sospensione momentanea del provvedimento in attesa di approfondimenti, scatenando comunque il malcontento delle parti sociali considerato l'intervento poco deciso.
Marcia indietro dell'INPS
La situazione finalmente si sblocca quando a metà gennaio l'INPS dirama una nuova circolare, firmata dal suo direttore generale Mauro Nori, dove si afferma che: "in attesa di chiarimenti ministeriali in materia non sarà modificato l'orientamento assunto negli anni precedenti, ossia per la liquidazione dell'assegno ordinario mensile di invalidità totale si continuerà a fare riferimento al reddito personale dell'invalido e non di quello familiare". A seguito di questa retromarcia, è stata espressa soddisfazione da coloro che si sono fermamente opposti a questa modifica. Ad ogni modo, nonostante si sia corso ai ripari, questo è un caso spinoso che mette in evidenza sia alcuni problemi di gestione della vicenda da parte dell'INPS, sia di poca chiarezza da parte delle autorità competenti.
Tutto nasce con la circolare INPS n.149, diramata lo scorso 28 dicembre, che porta una novità ben poco gradita sia agli interessati che ai familiari degli stessi, infatti, in essa si legge che se la somma dei redditi dei coniugi nel 2013 supererà i 16.127 euro lordi, gli invalidi civili totali non avranno più diritto alla pensione che garantisce loro la modesta somma di 275,87 € al mese.
Le reazioni indignate a questa notizia
Questa novità destinata solo agli invalidi totali, con una sconcertante quanto incomprensibile differenza di trattamento con gli invalidi parziali per cui il reddito limite resta quello personale e non coniugale, ha ovviamente generato reazioni d'indignazione a catena. Dai sindacati Cgil e Cisl, fino alle associazioni che tutelano i diritti degli invalidi e alle famiglie, si è invocato l'intervento del Governo per fermare questa iniziativa apparentemente dissennata. Ciò ha spinto l'esecutivo attualmente ancora in carica, nella persona del Ministro del lavoro uscente Elsa Fornero, a chiedere la sospensione momentanea del provvedimento in attesa di approfondimenti, scatenando comunque il malcontento delle parti sociali considerato l'intervento poco deciso.
Marcia indietro dell'INPS
La situazione finalmente si sblocca quando a metà gennaio l'INPS dirama una nuova circolare, firmata dal suo direttore generale Mauro Nori, dove si afferma che: "in attesa di chiarimenti ministeriali in materia non sarà modificato l'orientamento assunto negli anni precedenti, ossia per la liquidazione dell'assegno ordinario mensile di invalidità totale si continuerà a fare riferimento al reddito personale dell'invalido e non di quello familiare". A seguito di questa retromarcia, è stata espressa soddisfazione da coloro che si sono fermamente opposti a questa modifica. Ad ogni modo, nonostante si sia corso ai ripari, questo è un caso spinoso che mette in evidenza sia alcuni problemi di gestione della vicenda da parte dell'INPS, sia di poca chiarezza da parte delle autorità competenti.
sabato 26 gennaio 2013
Pensioni INPDAP: truffa ai danni dell'INPDAP
Truffa ai danni dell'INPDAP. E' quanto si legge sul sito dell'Ansa pubblicato poco fa. La Procura di Messina avrebbe infatti fatto arrestare già 12 indagati, compreso un ex dipendente INPDAP (licenziato nel 2012) che pare avesse agevolato l'ottenimento della pensione di reversibilità da alcuni "presunti" vedovi di dipendenti pubblici truffando così l'Inpdap. Inoltre queste persone, grazie al Cud così ottenuto, riuscivano inoltre a ottenere prestiti da finanziare, anch'esse raggirate. La cifra della presunta truffa sarebbe pari a 100 mila euro. A 4 persone è stata contestata l'associazione per delinquere, ad altre 8 persone sono stati concessi gli arresti domiciliari.
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| In arresto 4 persone: truffa ai danni dell'INPDAP |
L'ex dipendente dell'Inpdap, tale Angelo G. di anni 56, è stato licenziato dall'INPDAP il 18 febbraio del 2012, e gli è stata contestata logicamente anche l'associazione per delinquere. Simili accuse sarebbero state rivolte dalla Procura ad altre persone che avrebbero partecipato all'organizzazione. Il Gip Maria Vermiglio avrebbe emesso per questi soggetti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli Arresti domiciliari sono stati invece disposti per le otto persone che sarebbero state destinatarie della pensione INPDAP. Grazie anche alle intercettazioni, dopo le dovute denunce da parte dello stesso INPDAP, la Polizia avrebbe quindi riscontrato le irregolarità. Ulteriori notizie relative alla truffa ai danni dell'INPDAP si possono approfondire nel sito dell'ANSA.
mercoledì 23 gennaio 2013
Micro prestiti INPS online
NoiPa: il servizio di micro prestiti online dell'INPS
A seguito della nascita del NoiPa, il portale riservato a tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e gestito dal Ministero del Tesoro, è stata istituita dall'INPS (ex gestione INPDAP) un'apposita sezione riservata che consente ai dipendenti di effettuare online la richiesta di un micro prestito all'ente stesso.
Come funziona il servizio
Questa funzionalità consente agli amministrati, che sono stati identificati (quindi iscritti al sito), che dispongono di un PIN o di una Carta Nazionale dei Servizi e che inoltre indicano il conto corrente di cui sono titolari e sul quale viene accreditato il proprio stipendio, di ottenere un micro prestito INPS. L'utente interessato trova online, nella sezione dei servizi self-service, i campi da compilare e i dati già riportati in modo da facilitare al massimo:
- l'opportunità di effettuare una simulazione a seconda dell'importo delle rate e a quello globale del prestito, nonchè della sua durata;
- la presentazione d'istanza di prestito, senza doversi recare presso sedi INPS o la propria amministrazione di competenza;
- la visualizzazione dello stato di avanzamento della richiesta e la possibilità di un'eventuale rinuncia al prestito in presenza di determinate condizioni.
Procedura per la determinazione dell'importo del prestito
L'importo massimo erogabile per tale prestito corrisponde a 4 mensilità medie nette dello stipendio del richiedente ed è rateizzato. Quando le perviene la richiesta inoltrata l'INPS potrebbe anche rideterminare l'importo erogabile, ciò a seguito di verifiche sull'ammissibilità dell'operazione. Nel momento in cui l'ente accetta la richiesta, contestualmente accredita la somma concessa sul conto corrente e applica la ritenuta mensile per la sua restituzione, in base ad un piano di ammortamento determinato e consultabile sulla pagina dell'utente. Il calcolo viene effettuato rispetto al quinto cedibile presente sull'ultimo cedolino pubblicato nel portale.
Insomma si tratta di un'opportunità comoda e innovativa di ottenere prestiti dall'INPS.
A seguito della nascita del NoiPa, il portale riservato a tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e gestito dal Ministero del Tesoro, è stata istituita dall'INPS (ex gestione INPDAP) un'apposita sezione riservata che consente ai dipendenti di effettuare online la richiesta di un micro prestito all'ente stesso.
Come funziona il servizio
Questa funzionalità consente agli amministrati, che sono stati identificati (quindi iscritti al sito), che dispongono di un PIN o di una Carta Nazionale dei Servizi e che inoltre indicano il conto corrente di cui sono titolari e sul quale viene accreditato il proprio stipendio, di ottenere un micro prestito INPS. L'utente interessato trova online, nella sezione dei servizi self-service, i campi da compilare e i dati già riportati in modo da facilitare al massimo:
- l'opportunità di effettuare una simulazione a seconda dell'importo delle rate e a quello globale del prestito, nonchè della sua durata;
- la presentazione d'istanza di prestito, senza doversi recare presso sedi INPS o la propria amministrazione di competenza;
- la visualizzazione dello stato di avanzamento della richiesta e la possibilità di un'eventuale rinuncia al prestito in presenza di determinate condizioni.
| Micro Prestiti INPS online - NoiPA |
Procedura per la determinazione dell'importo del prestito
L'importo massimo erogabile per tale prestito corrisponde a 4 mensilità medie nette dello stipendio del richiedente ed è rateizzato. Quando le perviene la richiesta inoltrata l'INPS potrebbe anche rideterminare l'importo erogabile, ciò a seguito di verifiche sull'ammissibilità dell'operazione. Nel momento in cui l'ente accetta la richiesta, contestualmente accredita la somma concessa sul conto corrente e applica la ritenuta mensile per la sua restituzione, in base ad un piano di ammortamento determinato e consultabile sulla pagina dell'utente. Il calcolo viene effettuato rispetto al quinto cedibile presente sull'ultimo cedolino pubblicato nel portale.
Insomma si tratta di un'opportunità comoda e innovativa di ottenere prestiti dall'INPS.
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lunedì 14 gennaio 2013
Pensione telematica ex-INPDAP / ENAM
Nuove disposizioni ministeriali per quanto riguarda la presentazione delle domande di pensione: dal Gennaio 2013, infatti, tutte le richieste potranno essere inoltrate per via telematica tramite canali preposti usando il codice PIN personale. Nelle pratiche inserite nel nuovo processo telematizzato ci sono anche le variazioni della posizione assicurativa, le domande di ricongiunzione, le prestazioni creditizie e sociali e alcune borse di studio.
Niente più carta per le pratiche Inps ex gestione INPDAP. L’anno 2013 è iniziato con una novità già da tempo annunciata da circolari ministeriali che coinvolge la riorganizzazione della pubblica amministrazione e si concretizza con la presentazione in via telematica di richieste e documentazioni. Le tipologie di operazioni attivate sono state diffuse con la Determinazione presidenziale 95, nella quale è inserito anche il calendario dei passaggi graduali dei servizi a disposizione degli utenti. Nella stessa circolare sono elencati anche i canali attraverso i quali è possibile presentare le domande.
Per accede ai servizi telematici è importante e obbligatorio essere muniti di codice PIN, da richiedere direttamente all’INPS. Si tratta di un codice segreto personale composto da sedici caratteri alfanumerici e che contiene dati sensibili. Il codice PIN rappresenta un importante chiave che permette l’accesso ai canali per la presentazione delle domande di pensione o ad altri servizi.
Come presentare le domande in via telematica?
Possono accedere all’invio telematico gli iscritti, i pensionati, i figli di pensionati e iscritti e gli iscritti ex Enam di Inps gestione ex Inpdap utilizzando i seguenti canali:
- Contact Center: è disponibile un numero di telefono gratuito 803164 con il quale, sempre con Codice PIN viene acquisita la domanda di pensione, di variazione dati, bandi di concorso e altro in precedenza indicato. In mancanza del codice PIN, i dati vengono ugualmente acquisiti dall’operatore ma la richiesta non risulta completa e pertanto è lasciata in sospeso sino alla presentazione del PIN;
- Patronato: E’ sufficiente presentarsi presso uno sportello di un patronato di zona e presentare la domanda che sarà informatizzata. Questi enti sono forniti di dispositivi per l’invio telematico;
- Sito web ufficiale dell’INPS: Nella sezione Area Riservata è possibile procedere alla compilazione della domanda di pensione, di ricongiunzione, di revisione dati assicurativi e altro. L’accesso si effettua sempre tramite codice PIN. Per facilitare la procedura è stato inserito nel sito ufficiale INPS un video che aiuta, passo per passo, alla compilazione della domanda di pensione.
I tempi si evolvono e anche le pratiche INPS possono essere eseguite comodamente da casa.
Niente più carta per le pratiche Inps ex gestione INPDAP. L’anno 2013 è iniziato con una novità già da tempo annunciata da circolari ministeriali che coinvolge la riorganizzazione della pubblica amministrazione e si concretizza con la presentazione in via telematica di richieste e documentazioni. Le tipologie di operazioni attivate sono state diffuse con la Determinazione presidenziale 95, nella quale è inserito anche il calendario dei passaggi graduali dei servizi a disposizione degli utenti. Nella stessa circolare sono elencati anche i canali attraverso i quali è possibile presentare le domande.
Per accede ai servizi telematici è importante e obbligatorio essere muniti di codice PIN, da richiedere direttamente all’INPS. Si tratta di un codice segreto personale composto da sedici caratteri alfanumerici e che contiene dati sensibili. Il codice PIN rappresenta un importante chiave che permette l’accesso ai canali per la presentazione delle domande di pensione o ad altri servizi.
Come presentare le domande in via telematica?
Possono accedere all’invio telematico gli iscritti, i pensionati, i figli di pensionati e iscritti e gli iscritti ex Enam di Inps gestione ex Inpdap utilizzando i seguenti canali:
- Contact Center: è disponibile un numero di telefono gratuito 803164 con il quale, sempre con Codice PIN viene acquisita la domanda di pensione, di variazione dati, bandi di concorso e altro in precedenza indicato. In mancanza del codice PIN, i dati vengono ugualmente acquisiti dall’operatore ma la richiesta non risulta completa e pertanto è lasciata in sospeso sino alla presentazione del PIN;
- Patronato: E’ sufficiente presentarsi presso uno sportello di un patronato di zona e presentare la domanda che sarà informatizzata. Questi enti sono forniti di dispositivi per l’invio telematico;
- Sito web ufficiale dell’INPS: Nella sezione Area Riservata è possibile procedere alla compilazione della domanda di pensione, di ricongiunzione, di revisione dati assicurativi e altro. L’accesso si effettua sempre tramite codice PIN. Per facilitare la procedura è stato inserito nel sito ufficiale INPS un video che aiuta, passo per passo, alla compilazione della domanda di pensione.
I tempi si evolvono e anche le pratiche INPS possono essere eseguite comodamente da casa.
mercoledì 9 gennaio 2013
Mutui agevolati INPDAP ai dipendenti statali
Nel novero dei mutui ipotecari rientrano quei finanziamenti concessi a tassi agevolati dall'INPDAP ai dipendenti statali, al fine di consentire loro l'acquisto della prima casa. Questi mutui sono dedicati a tutti i dipendenti e i pensionati INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche), che di recente è stato accorpato all'INPS.
Le caratteristiche di tale finanziamento prevedono:
- un importo massimo finanziabile di 300.000 euro;
- una durata complessiva dai 10 fino ai 25 o 30 anni;
- tassi d'interesse vantaggiosi: nell'ordine del 3,75% per i mutui a tasso fisso, mentre per ciò che concerne i variabili del 3,50% nel primo anno e indicizzato all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,9% dal secondo anno in poi. Eventuali variazioni del tasso applicato sono riportate sul sito www.inpdap.it nel link mutui.
Requisiti necessari al richiedente per accedere ai mutui agevolati INPDAP:
- essere iscritto da almeno 3 anni al fondo credito della Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali;
- il non possesso (anche del proprio nucleo familiare) di un'abitazione nel raggio di 100 chilometri dall'immobile cui il mutuo è destinato;
- essere assunti presso le amministrazioni pubbliche con un contratto a tempo indeterminato o essere pensionati iscritti.
Procedura di ottenimento
Coloro che sono in possesso dei requisiti possono presentare la domanda di partecipazione. Entro 30 giorni dalla scadenza quadrimestrale, prevista per la presentazione delle domande, l'ufficio provinciale e territoriale approva la propria graduatoria pubblicandola sul sito dell'INPDAP per 15 giorni. In questo lasso di tempo sono possibili ricorsi che saranno valutati nei seguenti 30 giorni, trascorsi i quali viene pubblicata la graduatoria definitiva. Coloro che vi compaiono sono avvisati mediante raccomandata così da poter definire i dettagli della propria richiesta. Tutti i moduli necessari per compiere questa operazione sono reperibili nell'apposita sezione sempre del sito www.inpdap.it.
Le caratteristiche di tale finanziamento prevedono:
- un importo massimo finanziabile di 300.000 euro;
- una durata complessiva dai 10 fino ai 25 o 30 anni;
- tassi d'interesse vantaggiosi: nell'ordine del 3,75% per i mutui a tasso fisso, mentre per ciò che concerne i variabili del 3,50% nel primo anno e indicizzato all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,9% dal secondo anno in poi. Eventuali variazioni del tasso applicato sono riportate sul sito www.inpdap.it nel link mutui.
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| Mutui agevolati Inpdap |
Requisiti necessari al richiedente per accedere ai mutui agevolati INPDAP:
- essere iscritto da almeno 3 anni al fondo credito della Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali;
- il non possesso (anche del proprio nucleo familiare) di un'abitazione nel raggio di 100 chilometri dall'immobile cui il mutuo è destinato;
- essere assunti presso le amministrazioni pubbliche con un contratto a tempo indeterminato o essere pensionati iscritti.
Procedura di ottenimento
Coloro che sono in possesso dei requisiti possono presentare la domanda di partecipazione. Entro 30 giorni dalla scadenza quadrimestrale, prevista per la presentazione delle domande, l'ufficio provinciale e territoriale approva la propria graduatoria pubblicandola sul sito dell'INPDAP per 15 giorni. In questo lasso di tempo sono possibili ricorsi che saranno valutati nei seguenti 30 giorni, trascorsi i quali viene pubblicata la graduatoria definitiva. Coloro che vi compaiono sono avvisati mediante raccomandata così da poter definire i dettagli della propria richiesta. Tutti i moduli necessari per compiere questa operazione sono reperibili nell'apposita sezione sempre del sito www.inpdap.it.
sabato 5 gennaio 2013
La previdenza complementare
Di cosa si tratta?
Tra i numerosi servizi di competenza dell'INPS, particolarmente interessante e utile è quello di previdenza complementare, che va ad aggiungersi a quella obbligatoria, per garantire ai lavoratori, specialmente quelli più giovani, il tenore di vita desiderato anche dopo la pensione.
Aderire a questo progetto è particolarmente vantaggioso: si tratta di piani individuali altamente personalizzati costituiti mediante polizze ed assicurazioni sulla vita; in virtù dell'adesione ai due fondi disponibili, il lavoratore potrà giovare di una deduzione fiscale parziale dei contributi versati e avrà inoltre la possibilità di richiedere quanto maturato in anticipo per sostenere, ad esempio, delle spese sanitarie.
A quali fondi è possibile aderire?
Le tipologie previste sono:
1) Fondi pensione negoziali
2) Fondi aperti
La prima tipologia riguarda specifiche categorie di lavoratori. Tali fondi vengono istituiti mediante contrattazione collettiva e consente anche al datore di lavoro di effettuare dei versamenti; i contributi versati verranno investiti per ottenere un guadagno. Il fondo negoziale è gestito come una vera e propria associazione, con membri e rappresentanti che garantiscano un'informazione precisa e dettagliata sui movimenti del fondo.
Nel secondo caso, invece si tratta di strumenti di risparmio costituiti da società operanti in ambito finanziario ed assicurativo.
Questo strumento è rivolto ai dipendenti pubblici o vincolati da contratti collettivi; ogni categoria ha un fondo dedicato.
Le categorie escluse possono comunque richiedere forme di previdenza complementare individuali.
Come aderire?
Aderire è molto semplice: una volta letta l'informativa, è necessario compilare i moduli di adesione autorizzando il trattamento dei propri dati nonché il proprio datore di lavoro a trattenere i contributi necessari.
Verrà richiesta una quota di adesione - da pagare una sola volta. Il datore di lavoro provvederà ad integrare la domanda coi dati di propria competenza.
Come agisce l'INPS?L'INPS agisce raccogliendo i dati necessari e verificandone la correttezza. Si impegna ad inviare informazioni periodiche e fornisce attività di assistenza.
Tra i numerosi servizi di competenza dell'INPS, particolarmente interessante e utile è quello di previdenza complementare, che va ad aggiungersi a quella obbligatoria, per garantire ai lavoratori, specialmente quelli più giovani, il tenore di vita desiderato anche dopo la pensione.
Aderire a questo progetto è particolarmente vantaggioso: si tratta di piani individuali altamente personalizzati costituiti mediante polizze ed assicurazioni sulla vita; in virtù dell'adesione ai due fondi disponibili, il lavoratore potrà giovare di una deduzione fiscale parziale dei contributi versati e avrà inoltre la possibilità di richiedere quanto maturato in anticipo per sostenere, ad esempio, delle spese sanitarie.
A quali fondi è possibile aderire?
Le tipologie previste sono:
1) Fondi pensione negoziali
2) Fondi aperti
La prima tipologia riguarda specifiche categorie di lavoratori. Tali fondi vengono istituiti mediante contrattazione collettiva e consente anche al datore di lavoro di effettuare dei versamenti; i contributi versati verranno investiti per ottenere un guadagno. Il fondo negoziale è gestito come una vera e propria associazione, con membri e rappresentanti che garantiscano un'informazione precisa e dettagliata sui movimenti del fondo.
Nel secondo caso, invece si tratta di strumenti di risparmio costituiti da società operanti in ambito finanziario ed assicurativo.
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| Previdenza Complementare |
Questo strumento è rivolto ai dipendenti pubblici o vincolati da contratti collettivi; ogni categoria ha un fondo dedicato.
Le categorie escluse possono comunque richiedere forme di previdenza complementare individuali.
Come aderire?
Aderire è molto semplice: una volta letta l'informativa, è necessario compilare i moduli di adesione autorizzando il trattamento dei propri dati nonché il proprio datore di lavoro a trattenere i contributi necessari.
Verrà richiesta una quota di adesione - da pagare una sola volta. Il datore di lavoro provvederà ad integrare la domanda coi dati di propria competenza.
Come agisce l'INPS?L'INPS agisce raccogliendo i dati necessari e verificandone la correttezza. Si impegna ad inviare informazioni periodiche e fornisce attività di assistenza.
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